Mi sveglio piano piano, ancora tutta appiccicosa dalla notte, il corpo pesante di piacere e stanchezza. Martine è accoccolata contro di me da un lato, il suo respiro calmo sul mio collo, e Didier dall’altro, con il braccio sulla mia vita. Sento subito il suo corpo caldo contro la mia schiena, e soprattutto… il suo cazzo, ancora morbido, che si strofina piano contro il mio culo nudo. Si muove un po’ nel sonno, e sento quel cazzo iniziare a gonfiarsi, a indurirsi, a incastrarsi proprio tra le mie chiappe come se cercasse già la strada.
Martine apre gli occhi nello stesso momento, un sorriso pigro sulle labbra. Mi guarda, ancora mezzo addormentata, e senza dire una parola mi prende piano per la nuca e guida la mia testa verso le sue tette. Capisco l’invito all’istante. Scendo, prendo un capezzolo in bocca, lo succhio piano e poi lo mordo un po’ più forte, giusto per sentirla gemere. Inarca la schiena, emette un «mmm» rauco, e nello stesso momento sento Didier che si appiccica ancora di più, il suo cazzo ormai bello duro che scivola lungo la mia fessura, cercando l’ingresso della mia figa ancora gonfia di ieri.
Spinge piano, senza forzare, solo la punta che separa le labbra. Non è ancora completamente duro, quindi entra facile, quasi con tenerezza. Ma appena inizia i movimenti lenti, sento il suo cazzo crescere dentro di me, diventare enorme, duro come il marmo, che mi allarga al massimo. «Cazzo…» mormoro contro la tetta di Martine, e lei ride piano accarezzandomi i capelli.
Didier accelera subito, mi afferra per i fianchi e mi sbatte senza ritegno, le palle che sbattono contro il mio culo. Martine, eccitata dalle spinte che sentiamo tutti e tre, mi sale sopra, si mette a cavalcioni sulla mia pancia e mi appoggia la figa bagnata fradicia sulla bocca. «Mangiamela, cagnolina mia», ringhia, e obbedisco, ci infilo la lingua, la lecco come una affamata mentre Didier mi spacca da dietro.
Mi gira di colpo, mi mette a quattro zampe e mi riprende in pecorina come un animale. Martine si infila sotto di me, la testa tra le mie cosce, e inizia a succhiarmi il clito mentre suo marito mi fotte a fondo. Urlo di piacere, sento che sto per venire presto, e Didier accelera ancora, mi schiaffeggia il culo, mi insulta piano: «Ti piace, eh, puttanella? Ti piace farti sfondare al mattino?» Riesco solo a gemere «sì… sì…» prima di squir tare di nuovo, schizzando in faccia a Martine che beve tutto, lecca tutto.
Didier esce, mi rigira sulla schiena e schizza sulle mie tette e sulla pancia in getti lunghi e caldi mentre Martine mi dita forte per prolungare l’orgasmo. Restiamo così qualche minuto, ansimanti, appiccicosi, a baciarci alla rinfusa, le loro mani ovunque su di me. Sono completamente distrutta, ma cazzo, è il risveglio migliore della mia vita.
Nel pomeriggio decidono di portarmi in spiaggia. Non una qualsiasi: una spiaggia naturista, un po’ più in là tra le dune. Non l’ho mai fatto, quindi sono eccitata e un po’ agitata insieme. Arriviamo, stendiamo gli asciugamani e subito si spogliano. Martine si toglie il pareo, Didier i pantaloncini, e io… faccio lo stesso, un po’ timida. L’aria sulla pelle nuda, il sole ovunque, è super liberatorio. Ci sono altri nudi intorno, alcuni ci guardano, e sento già di bagnarmi solo all’idea di essere così esposta.
Facciamo il bagno, prendiamo il sole, e inizio a godermi tantissimo il naturismo. Didier si drizza un po’ a momenti, Martine mi accarezza il culo di nascosto quando nessuno guarda. E poi, dopo un po’, vediamo un tizio da solo, sui quaranta, ben messo, seduto un po’ più in là tra le dune. Ci fissa da un pezzo, e vedo che si sta segando piano mentre mi guarda fisso.
Martine mi sussurra all’orecchio: «Vuoi fargli un piacere, tesoro? Possiamo invitarlo…» Didier sorride, già eccitato all’idea. Io, dopo la mattinata che abbiamo passato, dico sì senza pensarci. Si alzano, mi prendono per mano e mi portano tra le dune, dove è più discreto. Il tipo ci vede arrivare, mette via in fretta il cazzo, ma Martine gli fa cenno di non preoccuparsi. «Tranquillo, condividiamo», gli dice ridendo. Lui esita due secondi, poi tira fuori di nuovo il cazzo già bello duro. Didier mi spinge piano verso di lui: «Vai, bella, regalagli la tua fighetta.»
Mi avvicino, mi inginocchio sulla sabbia e gli prendo il cazzo direttamente in bocca. Geme forte, sorpreso, e Martine e Didier si siedono accanto a guardare. Glielo succhio da professionista, fino in fondo alla gola, poi mi alza, mi appoggia contro una duna e mi penetra con un colpo secco. Mi scopa in piedi, veloce e forte, mentre Martine si masturba e Didier si sega guardandoci.
Vengo ancora, urlando, e il tipo si tira fuori e schizza sulle mie tette, tremando tutto. Martine viene a leccare lo sperma, mi bacia per farmelo assaggiare, e Didier si unisce per un ultimo abbraccio a tre mentre lo sconosciuto ci guarda, ancora sotto shock.
Torniamo ai nostri asciugamani come se niente fosse, e penso che questo viaggio in couchsurfing è ufficialmente diventato il più bollente di tutta la mia vita. E non è nemmeno finito… 😈
