Le mie avventure in couchsurfing
capitolo 5📝 802 parole👁 12 visualizzazioni

Mimizan, la villa e la pool party

Dopo tre giorni completamente folli da Martine e Didier, parto con il cuore che batte forte e il corpo ancora segnato dalle loro carezze. Ci baciamo a lungo davanti alla casa, Martine mi sussurra all’orecchio «Torna quando vuoi, piccola mia, ti aspettiamo per altri giochi», e Didier mi stringe a sé pizzicandomi discretamente il culo. Prometto ovviamente che tornerò, perché sinceramente so già che sognerò questa roba per mesi.

Direzione Mimizan, una piccola località balneare più a nord. Ho trovato un annuncio couchsurfing che spiccava: una villa enorme con piscina, host di 35 anni di nome Alex, che accetta fino a 4-5 viaggiatori contemporaneamente e organizza spesso «serate relax» intorno alla piscina. I commenti erano tutti ultra positivi: «accoglienza incredibile», «atmosfera pazzesca», «esperienza indimenticabile». Qualcuno scriveva persino «preparati a dormire poco» con emoji che strizzano l’occhio. Ho mandato subito la richiesta e mi ha accettato dicendomi «Vieni, abbiamo già tre altri surfisti questo weekend, sarà una bomba!».

Arrivo nel tardo pomeriggio dopo un autostop che mi ha lasciata quasi davanti al cancello. La villa è immensa, stile moderno con grandi vetrate, piscina a sfioro con vista sui pini e musica che già pulsa piano. Alex mi apre la porta a torso nudo, costume da bagno, alto, muscoloso, tatuato, sorriso ultra carismatico. «Léa! Benvenuta in paradiso!» mi lancia e mi abbraccia un po’ troppo a lungo. Sa di sole e monoi, e sento già che qui si sbanderà alla grande.

Mi fa fare il giro: tre camere per gli ospiti, un salone enorme aperto sulla terrazza, e già tre altri couchsurfer che sguazzano in piscina. C’è Sofia, un’italiana di 22 anni, mora incendiarie con un corpo da dea; Lucas, un tedesco di 26, biondo, atletico, surfista; ed Emma, una svedese di 20, bionda con occhi azzurri, tutta minuta ma con tette perfette. Tutti già in costume (o quasi), atmosfera super rilassata, e Alex ci serve subito cocktail fatti in casa belli carichi.

La serata parte tranquilla: barbecue, musica, balliamo un po’ a piedi nudi sull’erba, nuotiamo. Ma più sale l’alcol, più i costumi diventano opzionali. Sofia si toglie il sopra per prima, Emma la segue, e io penso «perché no». In dieci minuti siamo tutti nudi in piscina, i corpi si sfiorano «per caso», gli sguardi si fanno pesanti. Alex mette una playlist più sensuale, abbassa le luci e tira fuori una bottiglia di champagne.

A un certo punto Sofia mi afferra per la vita sott’acqua e mi bacia direttamente, con lingua. Rispondo, ovvio, e sento le mani di Lucas arrivare sulla mia schiena, accarezzarmi il culo. Emma si appiccica ad Alex, e vedo la sua mano scendere sott’acqua per accarezzargli il cazzo. È chiaro: qui il couchsurfing non è solo dormire gratis.

Usciamo tutti dalla piscina, fradici, eccitati come non mai, e ci buttiamo sui grandi materassi intorno alla terrazza. Parte un’orgia totale, senza alcun imbarazzo. Alex mi attira a sé, mi bacia con violenza e mi penetra subito sul materasso, il suo cazzo enorme che mi riempie di colpo. Urlo di piacere mentre Sofia si siede sulla mia faccia, la sua figa rasata che mi cola in bocca. Lucas si mette dietro Sofia e la prende a pecora mentre lei mi lecca il clito nello stesso momento in cui Alex mi sfonda.

Emma alterna: succhia Lucas, poi Alex quando esce da me, poi viene a ditalinarmi mentre mi scopano. Cambiamo posizione ogni due minuti: mi metto a cavalcioni su Lucas, il suo cazzo mi martella mentre Alex mi prende da dietro in doppia penetrazione – la prima volta in vita mia, e cazzo, vedo le stelle. Sofia ed Emma si leccano a vicenda in 69 proprio accanto, gemendo come matte.

Alex dirige un po’, gli piace da matti: mi mette a quattro zampe, invita Lucas a scoparmi la figa mentre lui mi scopa la bocca, e le ragazze mi infilano dita nel culo per farmi venire ancora più forte. Squirto due volte, così forte che schizza ovunque, e ai ragazzi piace da morire. A un certo punto ci mettono tutte e tre in fila a pancia in giù, e ci scopano a turno, passando dall’una all’altra, schiaffeggiandoci il culo, chiamandoci «piccole troie in calore».

Lucas viene per primo, in getti lunghi sulla schiena di Sofia. Alex regge di più: ci fa mettere in ginocchio tutte e tre e si sega davanti a noi mentre ci baciamo e ci accarezziamo. Finisce per sborrare sulle nostre facce e tette, getti potenti che condividiamo baciandoci e leccando tutto.

Cadiamo infine in un mucchio di corpi nudi, appiccicosi, ansimanti, sotto le stelle. Alex ci copre con una coperta grande, ci versa un ultimo bicchiere e sussurra «Benvenuti nella vera famiglia del couchsurfing». Mi addormento lì, fuori, circondata da braccia e gambe, con la figa e il culo ancora pulsanti, pensando che ho appena vissuto la notte più folle, più estrema di tutta la mia vita.