Bordeaux, finalmente! Dopo il giochino super hot con Gilles in treno, arrivo alla stazione Saint-Jean con le guance ancora un po’ arrossate. Prendo il tram verso il centro e tiro fuori il telefono per scrivere a Thomas, il mio host couchsurfing per stasera.
È un ragazzo che ho trovato sull’app, 28 anni, profilo super pulito, foto di un appartamento carino e di lui con un sorriso timido. Ha accettato subito la mia richiesta e, sinceramente, mi incuriosisce parecchio.
«Ciao Thomas! Sono arrivata a Bordeaux, sarò sotto casa tua verso le 19:30, ti va bene? 😊»
Risponde in meno di due minuti: «Sì perfetto! Ti aspetto giù davanti al palazzo.» Già adorabile.
Quando arrivo davanti al palazzo nel quartiere Saint-Pierre, è lì, puntualissimo. Wow, dal vivo sembra molto più giovane che nelle foto, al massimo 23-24 anni. Un po’ magrolino, capelli spettinati, occhiali e… oddio, si è inondato di profumo. Sa di adolescente che vuole strafare. Mi dà due baci sulle guance in modo un po’ goffo, già rosso in faccia, e si capisce che è super intimidito.
Scommetto che è la prima volta che una ragazza dorme da lui.
Saliamo nel suo appartamento, un piccolo due locali pulito ma un po’ vuoto, tipo single da una vita. Poso lo zaino e inizio a chiacchierare perché lui a malapena dice tre parole. Gli faccio mille domande: lavoro (informatico, smart working), hobby (videogiochi, serie), e piano piano si rilassa.
Ammette di essere single «da sempre, in pratica». Gli faccio il mio sorriso più dolce: «Tranquillo, sei carino, vedrai che arriverà!»
Decidiamo di mangiare qualcosa insieme. Ha preparato pasta alla carbonara, semplice ma buona, e apriamo una bottiglietta di vino rosso. Poi mi propone di uscire a bere qualcosa nel quartiere Saint-Michel, proprio accanto. L’atmosfera è bella, locali animati, prendiamo dei mojito e lì inizia a lasciarsi andare di più.
Ride alle mie battute, mi guarda un po’ troppo a lungo negli occhi… si vede che è completamente cotto.
Tornando a casa siamo tutti e due un po’ brilli. Davanti alla porta dell’appartamento gli dico ridendo: «Mi inviti per un ultimo bicchiere da te o devo andare dritta a dormire?» Diventa rosso fuoco, balbetta «eh… sì… certo… se vuoi…» e apre la porta con le mani che tremano quasi. Troppo carino.
Ci sediamo sul divano, finiamo la bottiglia di vino. E in un momento di silenzio sussurra: «In realtà… non ho mai avuto una ragazza. E… sono ancora vergine.» Lo dice fissando le scarpe, morendo di vergogna. Io, invece di compatirlo, sento salire un’ondata di eccitazione. È così innocente, così imbranato… mi viene voglia di giocare.
Mi avvicino un po’, gli metto una mano sul braccio. «Ehi, hai tempo, hai solo 28 anni! Non è affatto grave. C’è chi aspetta molto di più e questo renderà il momento ancora più intenso.» Mi guarda con gli occhioni da cucciolo bastonato e vedo che è a un passo dal crollare.
Mi propone di prendere la camera e lui il divano. «No dai, sei a casa tua, posso dormire sul divano io!» dico, ma insiste. Allora gli faccio: «Ok va bene, ma sono sporca dopo il viaggio… ti dà fastidio se faccio una doccia veloce?» Scuote la testa: «No no, vai pure!»
Vado in bagno, mi faccio una doccia bella calda e decido di divertirmi un po’. Esco con solo l’asciugamano addosso, ben stretto ma corto, e passo davanti a lui in salotto con un sorrisetto malizioso. «Vado a mettermi il pigiama!» Distoglie lo sguardo ma so che sta sbirciando.
In camera lascio la porta volutamente socchiusa. Lascio cadere l’asciugamano, resto nuda due secondi sapendo che potrebbe vedermi se passa di lì, e infilo la mia camicina cortissima, quella che arriva appena sotto il sedere e fascia tutto. Senza mutandine sotto, ovviamente.
Torno in salotto per dargli la buonanotte. È già in pigiama, seduto sul divano e… oddio mio. C’è un’erezione enorme che tira la stoffa. Incrocia le gambe per nasconderla, ma troppo tardi, l’ho vista.
Mi siedo di fronte a lui sulla poltrona, apro appena appena le gambe così ha la visuale diretta sulla mia chattona ben depilata (solo una strisciolina fina, mi piace tantissimo).
«Riesci a dormire sul divano con… quello lì?» gli chiedo indicando il rigonfiamento con un sorriso birichino. Diventa viola, balbetta «eh… sì… va bene…» e si mette un cuscino sulle ginocchia.
Rido piano. «Sicuro? Perché non fa bene restare così, lo sai… Dovresti darti un po’ di sollievo. Ti rilasserebbe.» Mi guarda scioccato. «Quand’è stata l’ultima volta che l’hai fatto?» Sussurra «Ieri sera…» evitando i miei occhi.
Mi alzo, mi siedo proprio accanto a lui sul divano, vicinissima. «Dai, puoi farlo adesso, non mi dà fastidio per niente. Anzi, mi diverte pure.» Scuote la testa, morendo di vergogna: «No… non ce la faccio… non davanti a te…»
Decido di spingermi oltre. Allungo piano la mano, la infilo sotto l’elastico del suo pigiama e appena sfioro il suo sesso è già durissimo… e splash! Un fiotto enorme di sperma schizza fuori all’istante, ovunque – sul pigiama, sulla mia mano, caldo e abbondante. Geme senza riuscire a trattenersi, occhi chiusi, completamente sopraffatto.
Ritiro la mano ridendo piano e mi lecco un po’ le dita davanti a lui giusto per farlo impazzire del tutto. «Wow… eri proprio al limite, eh?» È lì che ansima, rosso come un pomodoro, incapace di dire una parola.
Questa notte si preannuncia… interessante. 😏
