Le mie avventure in couchsurfing
capitolo 8📝 994 parole👁 6 visualizzazioni

L’incidente di Tours

Il viaggio di ritorno inizia come un sogno erotico che si sfalda piano piano. Seduta sul TGV Bordeaux-Parigi, guardo sfilare i pini, il corpo ancora impregnato di tutti i piaceri delle settimane passate. La mia figa pulsa piano sotto il short quando penso a Lucette, a Claire, alla piscina di Alex… Sono rilassata, quasi assonnata, finché non arriva il controllore.

„Biglietto, per favore.“

Merda. Me ne sono completamente dimenticata. Con tutti i soldi spesi (o meglio, non guadagnati), non avevo nemmeno abbastanza per comprarlo. Metto la voce più dolce, occhi imploranti: „Io… credo ci sia un bug nell’app, non vuole mostrarsi…“ Non ci crede nemmeno per un secondo. Arriva il suo collega, e in due minuti è fatta: discesa immediata alla stazione successiva, Tours.

Due agenti di sicurezza mi scortano sulla banchina. Il primo, sulla trentina, moro, barba di tre giorni, fisico atletico nell’uniforme blu navy – chiamiamolo Romain dalla targhetta. Il secondo, ben oltre i quaranta, calvo, spalle larghe, sguardo duro ma con una scintilla di interesse mentre mi squadra da capo a piedi – Marc. Mi portano in un locale tecnico isolato: stanzetta grigia, porta blindata, tavolo metallico, due sedie e una telecamera nell’angolo… con il cavo che penzola molle, staccato. Perfetto.

Mi fanno sedere. „Redigiamo il verbale di frode, paghi la multa o chiamiamo la polizia.“ Incrocio lentamente le gambe, il mio short ultracorto sale fino all’attaccatura del culo, il top piccolo lascia intravedere i capezzoli già duri sotto la stoffa sottile. Inclino la testa, metto la voce più fragile: „Per favore… sono studentessa, non ho un euro addosso… Non potete… fare un’eccezione? Solo stavolta?“

Romain deglutisce. Marc alza un sopracciglio, appare un sorriso carnivoro. Si scambiano un’occhiata. „Per procedura dobbiamo perquisirti prima di procedere.“ Mi alzo piano, allargo le braccia a croce, inarco leggermente la schiena per far risaltare il seno. „Forza, perquisitemi bene come si deve…“

Romain inizia dalle braccia, sfiora i polsi, scende lungo le costole. Sospiro apposta quando le sue dita sfiorano i lati dei seni. Marc si avvicina da dietro, posa le sue manone sui fianchi, scende lungo le cosce nude, risale sotto lo short. Gemo piano, mi inarco per premere il culo contro il suo bacino. Sento già il suo cazzo indurirsi contro di me.

„Cercate proprio dappertutto?“ sussurro girando la testa verso Marc, lingua sulle labbra. Grugnisce, infila una mano sotto il top, afferra un seno, pizzica il capezzolo. Romain, eccitato, mi abbassa short e mutandine di colpo fino alle caviglie. Sono lì, quasi nuda, la figa già fradicia che brilla sotto la luce cruda.

Marc chiude la porta a chiave. Romain mi bacia con violenza, la lingua forza la mia bocca, una mano nei capelli, l’altra tra le cosce che già mi dita la figa gocciolante. Marc tira fuori il cazzo, enorme, venoso, e me lo appoggia contro il culo. „Sei una piccola troia, eh? Vuoi che ti scopiamo invece della multa?“ Rispondo gemendo: „Sì… sfondatemi…“

Mi sollevano come una piuma, mi mettono sul tavolo freddo. Romain mi spalanca le cosce al massimo, tira fuori il cazzo duro e mi penetra con un colpo secco fino in fondo. Urlo di piacere, le unghie graffiano i suoi avambracci mentre mi sbatte come un animale, le palle sbattono contro il mio culo. Marc mi prende per i capelli, mi infila il cazzo grosso in bocca, mi scopa la gola senza pietà. Sbavo, soffoco, lacrime di piacere mi rigano le guance.

Si scambiano. Marc mi gira, mi mette a quattro zampe sul tavolo e mi sfonda la figa a pecora, le mani afferrano i fianchi, mi schiaffeggia il culo fino a farlo diventare rosso. Romain mi scopa la bocca davanti, le palle contro il mento. Già vengo, forte, la figa si contrae intorno al cazzo di Marc, squirto un po’ sulle sue cosce.

Non mi lasciano riprendere fiato. Romain si sdraia sul tavolo, mi tira sopra, mi impala sul suo cazzo. Marc sputa sul mio culo, forza il glande grosso contro il mio buco già ben allenato dalle settimane passate. Spinge, prima piano, poi di colpo fino in fondo. Doppia penetrazione brutale, i due cazzi mi riempiono completamente, sfregandosi uno contro l’altro attraverso la sottile parete. Urlo, tremo, vengo ancora, ancora, ondate che mi travolgono mentre mi scopano in un ritmo perfetto, come se l’avessero fatto cento volte.

Accelerano, mi insultano di tutto: „piccola puttana“, „cagna in calore“, „ti riempiamo“. Romain viene per primo, esce dalla figa e schizza in getti lunghi e caldi sul ventre, sui seni, fino al collo. Marc continua a sfondarmi il culo per qualche colpo violento, poi esce ed esplode in faccia: getti spessi nei capelli, sulle guance, nella bocca aperta che ingoia avidamente.

Resto lì, accasciata sul tavolo, coperta di sperma, figa e culo spalancati e gocciolanti, respiro corto. Loro riprendono fiato, un po’ storditi, rimettendo via i cazzi. Mi rialzo piano, pulisco una goccia di sperma dal labbro con il dito, lo lecco guardandoli dritti negli occhi. E poi, con voce calma e fredda: „Bene… ora che mi avete violentata tutti e due, vi denuncerò. Niente telecamera, ma le vostre targhette con nomi e cognomi – perfette per l’identificazione.“ Diventano pallidi all’istante. Romain sbianca come un lenzuolo. Marc balbetta: „Aspetta… sei stata tu che… ci hai…“ Alzo le spalle, prendo il telefono. „Vedremo cosa dirà il giudice. Violenza di gruppo su una ragazza giovane senza biglietto – pesa parecchio.“

Panico totale. Si guardano, sudano. In meno di cinque minuti tutto risolto: mi lasciano uscire, mi danno 200 euro in contanti (100 a testa), mi accompagnano discretamente allo sportello e pagano loro stessi un biglietto di prima classe per il prossimo Parigi-Montparnasse. Salgo sul treno, ancora piena del loro sperma che cola piano tra le cosce, sorriso soddisfatto sulle labbra.

Seduta nel mio posto comodo, sento il loro odore sulla pelle, il sapore in bocca. Questo viaggio di ritorno è stato la ciliegina sulla torta: un ultimo scopata brutale, gratis, e per di più mi sono guadagnata il tragitto. Parigi, eccomi. Ma qualcosa mi dice che le mie avventure in couchsurfing stanno appena cominciando. 😈