La mia nuova vita a Parigi
capitolo 8📝 876 parole👁 3 visualizzazioni

Lena bussa alla porta (e svuota la vescica)

Lena bussa alla porta (e svuota la vescica)

La mattina dopo fisso il telefono come se ne andasse della mia vita. Il messaggio è partito da ore e niente. Mi preparo già al peggio: video virale, polizia che bussa, licenziamento per «comportamento inappropriato». E poi finalmente una notifica TikTok. DM da Lena.

«Ciao… tranquillo per il video, non si vede la tua faccia e nessuno sa dove abito quindi nessuno ti riconoscerà. Però ammetto che sapere che un pervertito mi guarda e si sega guardandomi… mi fa un po’ paura. Ma grazie a te ieri sera ho fatto il record di visualizzazioni lol. Così ho aperto un OnlyFans dove posto roba molto più calda. Se ti va di venire a vedere… e magari girare un video insieme? 😏»

Lo rileggo tre volte. Il cervello mi va in crash. La ragazza che spio da settimane mi propone di scopare davanti alla telecamera. La mia fantasia in consegna express. Il cazzo risponde prima di me: «Sì cazzo sì assolutamente.»

Fissiamo per domenica pomeriggio. I suoi genitori lavorano, lei sgattaiola da me.

Domenica, 15. Sono in tuta, pulito per una volta, appartamento in ordine (ho pure passato l’aspirapolvere, non si sa mai). Suona il campanello. Apro.

Lena. Porca puttana.

È vestita da puttanella di lusso: minigonna a pieghe che copre a malapena il culo, crop top bianco ultracorto che lascia vedere la parte inferiore delle sue tette perfette, calze a rete, tacchi alti. Capelli sciolti, trucco da bomba. Mi sorride, insieme innocente e viziosa.

«Ciao vicino… ho proprio 18 anni tranquillo, ma i miei non sanno che faccio porno online.» Entra, sbatte la porta. «Oggi giriamo solo un video per i miei abbonati OnlyFans. Niente live, niente faccia tua in immagine. L’idea è fingere che sia il nostro primo incontro, ti propongo di farti un pompino, e poi… beh, lasciamo andare. Ci stai?»

Balbetto un «sì» appena udibile. Esce un attimo in corridoio, chiudo. Due minuti dopo suona di nuovo.

Apro, la camera del suo telefono già accesa in modalità selfie. Filma, la mia faccia fuori campo.

«Ciao… sono la tua vicina di fronte, ti ho visto farti le seghe diverse volte mentre mi guardavi… ti va se entro e ti faccio un pompino?»

Faccio il sorpreso: «Eh… sul serio? Sì, totalmente.»

Mi porge il telefono: «Tieni, filma tu.»

Si inginocchia direttamente nell’ingresso, slaccia il cordoncino della tuta, tira giù il boxer. Il mio cazzo già duro come marmo esce. Inizia a leccare ovunque: palle, asta, glande, lingua sotto le palle, mi mangia pure il culo spalancando le chiappe. Tremolo, filmo primo piano della sua boccuccia che sbava sul mio cazzo.

Poi se lo infila fino in gola, occhi lacrimosi che mi guardano. Mi succhia come una pro, mano che sega la base, l’altra che mi infila un dito piano nel culo. La tiro su, la sbatto contro il muro, le strappo le mutandine (ne aveva una minuscola), e me la pianto dritta nella figa. È fradicia, stretta, bollente. La scopo in piedi, lei mi avvolge una gamba intorno alla vita, geme nel mio collo.

Passiamo al divano. La prendo in missionario, tette che escono dal crop top, le divoro mentre la pompo. Poi si gira, a quattro zampe, culo in su. Le do sculacciate finché non è rosso, e glielo infilo dritto nel culo. Urla da troia, inarca la schiena, «più forte!». La sua figa gocciola sulle mie palle mentre le sfondo il buchino.

La rimetto supina, spalanca, glielo rimetto nella figa a tutta forza. Si strofina il clitoride, viene urlando, figa che stringe il mio cazzo come una morsa. Esco, si inginocchia, bocca aperta, lingua fuori. Le schizzo ovunque: faccia, tette, capelli. Una facial da porno pro.

«Stop!» dice ridendo, pulendosi lo sperma con le dita e leccandole. «Troppo bello, grazie! A proposito… posso farmi la doccia da te? Non voglio tornare a casa piena di te.»

La porto in bagno, si spoglia completamente, entra sotto la doccia. Guardo attraverso il vetro, cazzo che si indurisce all’istante di nuovo. Il suo corpo perfetto, culino sodo, tette tonde, tutto che brilla sotto l’acqua.

Non resisto. Entro nudo, mi appiccico da dietro, cazzo duro tra le sue chiappe. Si gira, chiude l’acqua, mi bacia a lingua piena.

E allora… sento un getto caldo scorrermi sulla gamba. Sta pisciando. Diretto su di me, nella doccia. Mi guarda negli occhi, si morde il labbro, «oops… lo stavo trattenendo da prima.»

Appena finisce sussurra «leccami adesso».

Mi inginocchio, mi tuffo tra le sue cosce. Sapore di piscio mischiato ai suoi succhi, è sporco, è schifoso, ma cazzo mi eccita come mai. Le mangio la figa a tutta, lingua nel buco, clitoride succhiato. Mi afferra i capelli, si masturba insieme, ed esplode: uno squirt violento che mi inzuppa tutta la faccia. Seconda volta che mi prendo una doccia di succhi in piena bocca, ma con lei… lo adoro.

Mi alzo, la giro contro la parete, e le sfondo di nuovo il culo, bagnato, scivoloso, brutale. Geme, spinge indietro, vengo profondo nel suo culo ringhiando come un animale.

Finisco di risciacquarci in silenzio, si asciuga, si riveste.

«Grazie vicino… è stato troppo bello. A presto magari.» Mi bacia sulla guancia e sparisce.

Resto cinque minuti sotto la doccia, realizzando che finalmente ho scopato la provocatrice di 18 anni che guardavo da settimane.

E che mi è piaciuto da morire farmi pisciare addosso.

Parigi, hai vinto ufficialmente. Non sono più lo stesso ragazzo arrivato da Poitiers. E non voglio più andarmene.